Cambio euro-dollaro, prospettive ribassiste per il futuro?

Diversi analisti sono convinti che il cambio euro-dollaro possa scendere fino a quota 1,20. E’ davvero possibile? E cosa potrebbe influenzare questa coppia? In molti puntano il dito sull’inflazione, che all’interno dell’area Euro sembra proprio non volerne sapere di rimettersi in marcia. Ed ecco allora che tornano tutti i dubbi relativi alle mosse che farà nei prossimi mesi la BCE. Ma andiamo per ordine.

cambio euro-dollaroNonostante l’euro abbia continuano a guadagnare contro il biglietto verde in questo inizio di 2018, ieri per la prima volta la coppia si è mossa ben sotto 1,23, scendendo ai minimi da quasi due settimane. Inoltre si sono stampati sui grafici diversi trading pattern più affidabili che indicano un possibile ulteriore calo. I rendimenti decennali tedeschi, che sono un importante riferimento per l’intera Eurozona, sono calati nelle ultime settimane dallo 0,64% allo 0,50%, ai minimi da tre mesi. Nel frattempo quelli americani sono scesi notevolmente. Questa doppia mossa ha fatto sì che lo spread Treasury-Bund abbia raggiunto i massimi dalla caduta del Muro di Berlino. Un differenziale in ascesa tra i due titoli tende a segnalare un cambio euro-dollaro in via di indebolimento.


L’inflazione e il cambio euro-dollaro

Alla base di tutto c’è l’inflazione. Sostanzialmente quella americana non accelera malgrado il mercato del lavoro sia in piena occupazione, mentre nell’Eurozona non siamo neppure giunti a questo stato per cui non c’è alcuna spinta. La crescita dei prezzi è ancora lontanissima dall’obiettivo del 2% fissato dalla BCE (arrivando all’1,1% di febbraio). Negli ultimi mesi anziché accelerare, si è mossa in calo.

Ecco perché malgrado il prossimo governatore della BCE sarà con ogni probabilità un “falco” tedesco (Weidmann), l’euro non ha messo il turbo contro il dollaro. Ed ecco perché gli analisti dei migliori broker forex italiani autorizzati neppure si aspettano una crescita. Ma comunque, finché l’inflazione non sarà in grado di imprimere una bella accelerata, nessuna stretta monetaria sarà ipotizzabile nell’eurozona. Cosa invece diversa accadrà negli USA. La Fed continuerà ad alzare i tassi e questo potrebbe spingere ancora di più il dollaro.