Borsa, la situazione adesso è critica. Altra ondata di ribassi a Milano

Si chiude l’ennesima giornata negativa per la Borsa di Milano, che continua a perdere terreno sui timori innescati dall’impatto del coronavirus sull’economia globale, vista la rapida espansione in tutto il pianeta del Covid-19.

Altra giornata nera per la Borsa

borsaIl Ftse Mib circola sui minimi dallo scorso dicembre, chiudendo con -2,66% a 22.799 punti. Piazza Affari ha mandato in fumo 14 miliardi di euro a fronte di una capitalizzazione di oltre 524 miliardi di euro. Profondo rosso anche per qualsiasi altra Borsa in Europa. Francoforte -3,19%, Londra -3,5% e Parigi -3,32%. L’Eurostoxx 600, l’indice più rappresentativo dei mercati del Vecchio Continente, perde il 3,75%, che corrisponde a 328 miliardi di euro di capitalizzazione andati in fumo.

A Milano c’è stata una raffica di segni rossi, anche se non è mancato qualche titolo (pochi) che è stato capace di rialzare la testa dopo i recenti ribassi. Le banche sono quelle che hanno lasciato sul terreno di più, in media oltre 4 punti percentuali come si può vedere sui migliori siti trading forex gratis, dove sono disponibili anche i mercati azionari. Le peggiori sono Azimut -5,2%, Unicredit -4,4%, Banco Bpm -4,2%. Tiene Banca Mediolanum dopo un ribasso più accentuato nelle ultime sedute.

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Giornata nerissima per Juventus e STM

Malissimo il titolo Juventus, che scivola del 6,1% dopo la sconfitta a Lione nei quarti di Champions League, e sul timore che il virus possa incidere sui futuri ricavi del club. STM flette del 6,9% penalizzata dall’annuncio di Microsoft che preannuncia una delusione dai ricavi del terzo trimestre. Atlantia cede il 2,72%. perché la holding potrebbe chiedere alla Consob un rinvio di due mesi della presentazione al mercato dei conti 2019, a causa dell’incertezza sulle concessioni ad Autostrade. Risalgono dopo i recenti cali Cnh Industrial, +0,9%, e TOD’S +1,6%.

Lo spread Btp-Bund vola a 164 punti base da 150 di ieri, con gli investitori in fuga dal rischio e con un netto afflusso di capitali – innescato dal coronavirus – verso i titoli meno rischiosi che ha fatto scendere il rendimento del Bund, amplificando il differenziale Italia-Germania. Lo spread è ai massimi da metà gennaio, con un rendimento del Btp decennale a 1,08%.