I compressori e il loro ciclo di vita

I compressori d’aria hanno un vero e proprio ciclo di vita?

Come si può stabilire la loro durata e la capacità di avere prestazioni ottimali nel tempo?

La selezione e l’acquisto del compressore d’aria corretto per la vostra applicazione aziendale può essere un processo complicato. Prima di effettuare l’acquisto, gli operatori devono infatti specificare la qualità e la quantità di aria che la loro applicazione richiede. Ogni tipologia di compressore (rotativo, pistone, centrifuga…) ha un’uscita flusso ottimale e quindi gli utenti dovrebbero scegliere la tecnologia del compressore in base ai requisiti del flusso d’aria compressa per la loro specifica applicazione.

I compressori a vite o centrifughi sono progettati per funzionare continuamente e a piena velocità, mantenendo il flusso d’aria di picco. I motori e i sistemi di raffreddamento dei compressori sono quindi progettati per eseguire il 100% del tempo senza surriscaldamento. Tuttavia, questo non è vero per tutti i compressori.

I compressori a pistoni, invece, non hanno le capacità di raffreddamento per funzionare continuamente per lunghi periodi di tempo. Pertanto, ogni compressore a pistone deve avere un’uscita di portata e pressione, per far sì che il tutto possa funzionare senza danneggiarlo. Questa percentuale di esecuzione e stop viene indicato come il ciclo di lavoro di un compressore.

Mentre l’industria dell’aria compressa ha molte norme a cui i produttori aderiscono, non c’è una definizione vera e propria per il ciclo di lavoro di un compressore. Questa mancanza di definizione può creare confusione e gli operatori possono finire per acquistare compressori costosi che non soddisfano le loro aspettative o bisogni.

Per questa ragione vi consigliamo di affidarvi ad esperti e professionisti del settore aria compressa. A tal proposito vi segnaliamo Cenci Aria Compressa, concessionario Atlas Copco e azienda specializzata nella vendita compressori a Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Cremona, Lodi e Pavia.