Costo del denaro, la Banca di Russia decide un taglio di 25 pb

La Banca centrale della Russia guidata dal Governatore Elvira Nabiullina, ha deciso di ridurre il costo del denaro dopo 3 meeting consecutivi senza ritocchi. E cosa importante, ha fatto intendere che potrebbero esserci ulteriori riduzioni dei tassi in futuro.

Il taglio al costo del denaro

costo del denaro banca russiaL’istituto centrale di Mosca non ha quindi sorpreso i mercati, che si attendevano una sforbiciata di 25 punti base ai tassi di interesse, che adesso sono stati portati al 7,5%. Alla base della decisione c’è una duplica constatazione. Da una parte l’inflazione annuale sta rallentando, peraltro con rischi di nuova accelerata molto ridotti. Dall’altra c’è la crescita economica in calo, e quindi la necessità di misure di stimolo, come appunto tagliando il costo del denaro.

Riguardo alle previsioni economiche, la CBR ha alzato leggermente quelle dell’inflazione. Per il 2019 sono state portate al 4,7-5,2% dal 4,2-4,7%. Tuttavia, l’istituto centrale continua ad aspettarsi che l’inflazione annuale si avvicini al 4%. Riguardo alla crescita economica invece, si prevede un calo. La stima del PIL infatti è stata ridotta per il 2019 a 1,0-1,5% dall’1,2-1,7%. Anche in questo caso c’è un cauto ottimismo da parte della CBR, che ritiene che nei prossimi anni la crescita economica possa muoversi a tasso più elevati.

La reazione di mercati

La decisione della CBR non ha mosso granchè i mercati, che si aspettavano questa sforbiciata al costo del denaro (anche in questa misura). Analizzando la piattaforma dei broker stp trading, si vede che il Rublo sta continuando ad apprezzarsi su mercato valutario rispetto al dollaro, ed ha toccato il massimo di oltre 3 settimane verso 64,30.

Consiglio operativo: durante le vostre sessioni operative, tenete sempre d’occhio l’indicatore ROC (rate of change).

La cosa interessante, come abbiamo detto all’inizio, è che la banca centrale ha messo in conto che nei prossimi mesi potrebbe esserci “la possibilità di ulteriori riduzioni del costo del denaro“. Inoltre è possibile la transizione verso una politica monetaria neutrale fino a metà del 2020.