Mercato del petrolio, l’aumento delle scorte spinge giù i prezzi di Brent e WTI

Dopo un periodo di grande vivacità, il mercato del petrolio torna a far parlare di sé in negativo. L’aumento delle scorte negli USA – ma come vedremo, non solo questo – ha infatti innescato una brusca discesa delle quotazioni di oro nero.

Nuove nubi sul mercato del petrolio

Secondo i dati diffusi dall’EIA, c’è stato infatti un aumento record delle scorte di greggio statunitense. La crescita è stata pari a 5,7 milioni di barili (giungendo a 538,1 milioni di barili). Il motivo di questo forte incremento è legato alle importazioni di petrolio acquistato a marzo e aprile, quando l’Arabia Saudita scatenò una guerra dei prezzi inondando il mercato del petrolio di prodotto. Sono cresciute anche le scorte di benzina (a 258,7 milioni di barili) e quelle di distillati (1,6 milioni di barili).

La FED e i timori sulla domanda

Come detto però, non è stato solo questo il fattore scatenante della pressione al ribasso sul mercato del petrolio. C’è infatti di mezzo anche la FED. La banca centrale americana ieri ha chiuso il suo meeting di politica monetaria fornendo un quadro più preoccupante del previsto. Le proiezioni della banca centrale vedono infatti una contrazione del 6,5% quest’anno e una disoccupazione che richiederà diversi anni per essere riassorbita. Queste preoccupazioni si riflettono su una possibile ripresa lenta della domanda di petrolio, e per questo sorge pressione sui prezzi.

Come si può vedere sui miglior broker trading online, in giornata il prezzo del petrolio WTI è scivolato sotto quota 37, dopo aver fallito il test dei 40 dollari nei giorni scorsi. Anche il Brent scende in modo pesante, arrivando sotto i 39 dollari.

Consiglio operativo: una delle metodologie più interessanti per studiare il mercato delle commodities è senza dubbio il metodo Fibonacci trading analisi tecnica.

Gli sforzi dell’OPEC+

Ricordiamo che solo pochi giorni fa, l’OPEC+ aveva raggiunto un accordo per prolungare i tagli produttivi da 9,7 milioni di barili al giorno, per un altro mese. Tuttavia, di fronte  questo nuovo scenario è chiaro che tali sforzi potrebbero non essere sufficienti a compensare la lenta ripresa della domanda.