prezzi pellet - girando pagina

Con la parola Pellet si tende ad identificare il combustibile ecologico in legno che, lavorato da un complesso e costosissimo impianto di produzione, realizza il cilindro di legno, che fa risparmiare chiunque lo utilizza, in sostituzione del tradizionale carburante usato per alimentare stufe e caldaie.

Molti ritengono facile e poco costoso realizzare il Pellet, pochi conoscono l’effettivo impegno che, il produttore di Pellet, si assume decidendo di realizzare questo prodotto.

Come per la realizzazione della propria casa, si comincia a raggiungere la perfezione alla terza costruita, se mai si arriva ad avere tale fortuna, anche con un impianto di Pellet, occorrerebbe avere vissuto almeno altre due esperienze di acquisto di macchinari così complessi e particolari, per non ottenere bruttissime sorprese, durante la fase di installazione dei vari impianti che compongono il sofisticato impianto di Pellet, fino a continuare a versare litri di sangue nel giungere alla fatidica ed agognata fase di start up.

Pochissimi, forse nessuno, è mai riuscito a spendere quanto ipotizzato su carta, neanche con una variabile del 10 / 20%. Ciò che si finisce per spendere, compreso di “chiamate di tecnici” in fase di partenza, per giungere alla ottimizzazione della quantità e qualità del prodotto finale è tale da far rabbrividire chiunque decida, allettato dalle lusinghe del mercato, ad investire risorse economiche e mentali.

Partendo dall’inizio, dobbiamo fare delle doverose quante impensabili considerazioni.

Quanta biomassa annua è disponibile in base ad un contratto che regola quantità, qualità, prezzo, indennizzo in caso di mancata consegna ?

Primo fondamentale dato da acquisire con una certezza praticamente assoluta, senza della quale è opportuno accantonare qualsiasi valutazione dell’investimento. E’ importante conoscere la qualità della biomassa, almeno suddivisa in percentuali ipotizzate, perché, nella scelta dell’impianto, è da considerare il tipo di legno (biomassa) disponibile per verificare se i numeri ipotizzati nel piano finanziario possono trovare corrispondenza alla reale produzione proprio in base alla biomassa in entrata, senza dimenticare che, la qualità del legno in entrata supporta o meno il dato ipotizzato di vendita, che varia notevolmente se si produce Pellet di alta qualità o no, modificando notevolmente il risultato finale fra ricavi e costi.

Ed ancora, all’importanza di determinare la qualità, segue, ma, forse è seguita dall’importanza della quantità di biomassa stabilita in contratto.

Il Pellet è un prodotto “povero”, qualsiasi interruzione forzata costituisce certezza di aumento del costo di produzione, ergo di aumento delle spese, quindi, di riduzione dell’utile. Non è un dettaglio di poco conto, la certezza di avere sempre biomassa per alimentare l’impianto è vitale per la buona riuscita dell’investimento e per non fabbricare debiti o cattedrali nel deserto. Inoltre dalla quantità scaturisce il dato certo per scegliere la potenzialità dell’impianto. L’indennizzo per mancata consegna di biomassa va stabilito con copertura fideiussoria “concreta”, bancaria o primaria assicurazione.

Importante è anche considerare la distanza della biomassa o materia prima, dallo stabilimento di Pellet, in genere si ritiene che oltre a 50 / 60 Km. di media di raggio dall’impianto, il costo di trasporto finisce per determinare un notevole aumento del costo della biomassa.

In Italia, i costi di taglio programmato e manutenzione del manto boschivo e forestale è già abbastanza proibitivo, per i pachidermici costi di Enti, Comunità, Associazioni pubbliche o parapubbliche, che vengono gravati degli alti costi della burocrazia italiana.

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