Sterlina in difficoltà a causa di Brexit e dati macro deboli

Comincia con il piede sbagliato la settimana della sterlina, che estende le perdite nei confronti delle altre valute principali per colpa dei dati macro e dei timori relativi ad una “no deal” Brexit.

Dati macro e non incidono sulla sterlina

sterlinaIl report sul settore manifatturiero del Regno Unito infatti ha evidenziato una crescita più debole da due anni a questa parte durante il mese di agosto. I sondaggi di IHS Markit e Chartered Institute of Procurement & Supply hanno mostrato infatti che l’indice di Manufacturing Purchasing Managers è sceso a 52,8 durante agosto, rispetto al 53,8 fatto segnare a luglio. Va però ribadito che un valore al di sopra dei 50 è comunque segno di una fase espansiva. Il rallentamento è stato determinato dalla contrazione dei nuovi ordini di esportazione, scesi per la prima volta dall’aprile 2016.

 




 

La sterlina è scivolata a un minimo di 5 giorni contro il dollaro, a quota 1,2884. Ci avviciniamo così al supporto al livello di 1,27. Grazie ai dati dei migliori siti Forex gratis possiamo aggiungere che la valuta britannica – che ha chiuso le contrattazioni della scorsa settimana a 143,84 contro lo yen – è scesa a un minimo di 5 giorni di 143,02 (supporto intorno al livello di 141,00). Male anche il cambio con l’euro, sceso a un minimo di 5 giorni di 0,9012 dal valore di chiusura di venerdì 0,8952. La sterlina è scesa a 1,2501 rispetto al franco, il minimo da settembre 2017.

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Le vicende economiche si intrecciano con la questione Brexit. Il Primo Ministro Theresa May ha escluso un secondo voto sulla Brexit. Secondo lei si tratterebbe di un “grossissimo tradimento” della democrazia, visto che milioni hanno votato per lasciare l’UE nel referendum di giugno 2016. Tuttavia, i mercati rimangono molto preoccupati dalla lentezza con la quale stanno andando avanti i negoziati con Bruxelles. Questo aumenta sempre di più il rischio di una uscita senza accordo.