banca centrale europea

I dati macroeconomici della Eurozona confermano la risalita dei prezzi al consumo. A marzo infatti l’inflazione è stata al livello maggiore da oltre un anno, mentre l’indice core è sceso al minimo di tre mesi.

L’inflazione nella Eurozona

eurozonaSecondo l’Ufficio statistico europeo (EUROSTAT), i prezzi al consumo segnano un +1,3% su base tendenziale (nel mese precedente si era registrato un incremento dello 0,8%). Si tratta del valore più alto da gennaio 2020.
La crescita dei prezzi è stata guidata principalmente dai maggiori costi per i servizi (1,3% vs 1,2% a febbraio) e l’energia (4,3% contro -1,7 per cento). Più contenuti invece sono stati gli aumenti per i beni industriali non energetici (0,3% contro l’1,0%) e per i prodotti alimentari, alcol e tabacco (1,1% contro l’1,3%).

Su base mensile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,9%, come stimato dagli analisti, dopo il +0,2% del mese precedente.
L’inflazione core, depurata dalle componenti più volatili quali cibi freschi, energia, alcool e tabacco, evidenzia una crescita dello 0,9% su base annua, in linea con il consensus.
Nell’intera Unione Europea, l’inflazione sale dello 0,9% su base annua, mentre su mese si registra un +1,7%.

BCE: crescita temporanea

La banca centrale della Eurozona ha già detto che si aspetta un picco dell’inflazione principale sulla scia di effetti base e fattori temporanei, avvertendo che potrebbe persino superare l’obiettivo della banca centrale entro la fine dell’anno.

Reazione dei mercati

Come si può evincere dai broker autorizzati Consob, l’euro è scambiato a $ 1,198 venerdì, non lontano dal massimo di un mese di ieri di $ 1,199, poiché gli investitori attendono i risultati sia dell’Eurogruppo che delle riunioni dei ministri delle finanze dell’Eurozona.

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A inizio settimana, il vicepresidente della BCE Luis de Guindos ha dichiarato che l’attività economica della Eurozona dovrebbe riprendersi nella seconda metà di quest’anno grazie alle vaccinazioni, all’allentamento delle misure di confinamento e al sostegno della politica monetaria e fiscale nell’area dell’euro. Tuttavia, ha anche avvertito che la ripresa dovrebbe essere fragile.

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