banca centrale europea

Si avvicina il momento della stretta monetaria anche nell’Unione Europea. Infatti la BCE dovrebbe alzare i tassi di interesse nel mese di luglio, come ha lasciato intendere per la prima volta anche il numero uno della Eurotower, Christine Lagarde.

Le parole della Leader della BCE

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Parlando a Lubiana, la Lagarde ha collocato all’inizio del terzo trimestre la chiusura del programma di acquisto netto di titoli di Stato. Ha poi aggiunto che il primo rialzo dei tassi di interesse “potrebbe essere varato nel giro di poche settimane“.
L’ipotesi è quindi di una stretta monetaria il 21 luglio, quando il Consiglio di politica monetaria della BCE si riunirà per l’ultima volta prima della pausa estiva.
Christine Lagarde ha sottolineato che la guerra può provocare “ulteriori shock negativi“, ed è quindi giusto che la politica monetaria torni verso un affetto più normale.

Consiglio operativo: quando si negoziano le valute come l’euro, è bene conoscere i concetti di sell buy limit significato.

La pressione della Bundesbank

Questo scenario restrittivo piace soprattutto alla Bundesbank tedesca, che da diverso tempo esercita pressioni sulla BCE, affinché abbandoni la politica monetaria ultra accomodante.
Nei giorni scorsi il capo della Banca Centrale tedesca, Joachim Nagel, aveva espressamente chiesto un rialzo dei tassi di interesse a luglio.
Perfino Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo, aveva parlato di urgenza riferendosi all’aumento dei tassi di interesse.

Una mossa simile da parte della BCE, avrebbe l’effetto di apprezzare l’euro, che di recente ha disegnato un piercing line pattern con il dollaro.

L’inflazione

La necessità di un’azione di politica monetaria più aggressiva nasce dall’aumento feroce dell’inflazione. Quella media dell’area euro è salita al 7,5% ad aprile, rendendo il compito della BCE assai difficile. Da un lato c’è la necessità di contenere l’avanzata dei prezzi, dall’altro quella di evitare mosse che potrebbero spingere l’economia verso la recessione.

A tal proposito è stato molto chiaro Mario Draghi, che parla dell’inflazione come di un “problema gravissimo“, aggiungendo che “le Banche centrali devono aumentare i tassi. Ma se li aumentano troppo fanno cadere il Paese in recessione”. Come dire che se la stretta monetaria è giusta, dovrà essere graduale.

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