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L’appuntamento più atteso dagli investitori questa settimana era il dato sull’inflazione statunitense. Ma il report reso noto dal Bureau è stato una doccia fredda per i mercati azionari, che sono andati in deciso calo.

Il dato che ha gelato gli investitori

investitoriLa speranza dei mercati era che la frenata dei prezzi al consumo USA fosse robusta. Invece, pur essendoci stato il secondo calo consecutivo, la frenata è stata più contenuta dalle aspettative (8,3% contro 8,1%). Questo significa che la FED ha un motivo ulteriore per mantenere un atteggiamento aggressivo, aumentando di nuovo di 75 punti base il costo del denaro a fine mese.

Sull’umore dei mercato pesa anche il dato deludente dell’indice Zew tedesco, ha indicato che il morale degli investitori tedeschi è calato più di quanto ci si attendesse.

Il bilancio del mercato

Alla fine della giornata la Borsa di Milano ha visto prevalere gli investitori ribassisti, visto che il FTSEMib è sceso dell’1,36% a 22.303 punti base.
Sale invece il FTSE Italia All-Share, mentre scendono il FTSE Italia Mid Cap (-1,38%) e il FTSE Italia Star (-2,41%).
Le cose sono andate male anche in Europa. A Francoforte l’indice DAX ha perso l’1,59%, Londra è scesa dell’1,17%, Parigi -1,39%.

NB. Se amate il trading sugli indici di Borsa, sarebbe importante conoscere gli indicatori leading quali sono.

I singoli titoli

Per quanto riguarda i singoli titoli azionari, gli investitori hanno tenuto a galla solo Finecobank +0,36%, Mediobanca +0,1%, Telecom +0,05%.
Gli altri sono andati tutti in ribasso. Le sofferenze maggiori hanno riguardato i titoli industriali, specialmente Prysmian, -3,35%. Male anche Interpump -2,99%, Stm -3,33%, Pirelli -2,81%.
Amplifon, -2,8% patisce la copertura con overweight e target price a 31 euro di Barclays .

Gli altri mercati

Il dato sull’inflazione americana ha avuto un brutto contraccolpo sull’euro, che è precipitato sotto la parità rispetto al dollaro. Chi adotta una strategia forex giornaliera ha visto lo scenario cambiare nel giro di poche ore.
Tra le materie prime il petrolio è in calo, il Brent perde lo 0,94%, 93,11 dollari al barile.

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